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Larice Siberiano, il ritorno del Re del
Grande Nord
Siberian Larch, the coming back of the Great North's
King
Se dovessimo dare una data all'inizio della nuova
era del larice siberiano questa è il 2004 quando
nasce il SIBLARCH Project, accordo internazionale
tra Islanda, Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia
per forestare i paesi scandinavi con larice
siberiano (larix sibirica) proveniente dalla Russia.
Il fine è sperimentare nuove foreste da taglio per
l'architettura in legno per sostituire pino
silvestre (pinus sylvestris) e abete rosso (picea
abies) oggi i legni più usati ma che necessitano
impregnanti contro il marciume che, per quanto
ecologici, rilasciano metalli pesanti nell'ambiente.
Il 50% dell'inquinamento da metalli pesanti in
Finlandia è dato dall'industria di impregnazione del
legno. Il larice siberiano ha fibra più compatta ed
è più resinoso, resistenza al marciume doppia e
maggiori caratteristiche tecniche di durezza e
flessibilità. Non ha bisogno di impregnanti per
strutture anche esterne, anzi più è a contatto con
l'acqua più le sue resine cristallizzano e il legno
indurisce. Nativo della Russia siberiana,
il larix sibirica ha dato origine a tutte le
altre specie di larice (una decina, a cui aggiungere le varietà e le
ibridazioni) che si possono distinguere nei tre
ceppi fondamentali nord europeo e alpino, nord
asiatico, nord americano e canadese. E'
un albero tra i più diffusi
sulla terra eppure ancora tra i meno studiati, ma le
potenzialità del suo legno sono sorprendenti, un
vero Re che al di là della Russia si spera possa
tornare a regnare l'Europa come migliaia di anni fa. |